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Tutte le indicazioni per organizzare al meglio la tua visita a Milazzo, dal come arrivare al come spostarsi.

 

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Il castello, le chiese, i palazzi, le ville: consigli su cosa merita di essere visitato a Milazzo e dintorni.

 

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Dalle isole Eolie a Taormina da Capo D'Orlando all'Etna, tutto quello che può offrire il territorio circostante.

 

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mille motivi per riempire la propria vacanza e per vivere milazzo e il suo territorio in ogni stagione

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Se cerchi un luogo ideale per visitare la Sicilia, per un tuffo nella storia, per rilassarti e divertirti tra la luce del sole, il luccichio del mare e la vita della notte, leggi un pò quì: si parla di Milazzo !!!

 

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Una terra felice e strategica che ha costituito e costituisce un punto di partenza e di svolta per tutti quelli che vogliono andare verso le isole Eolie, Taormina, l’ Etna, Tindari o il parco dei Nebrodi. O per tutti quegli altri che cercano in Sicilia il mito e la storia ma anche accoglienza e servizi.

Immaginiamo quali sensazioni doveva evocare questo luogo se il Mito la chiamò “penisola del sole” e collocò sulle sue sponde gli armenti del Dio e la grotta di Polifemo visitata da Ulisse, proprio di fronte alle Isole del Re Eolo custode e governante dei venti.

E sempre qui la storia incrociò i destini del Console romano Caio Duilio che vi batté in mare i Cartaginesi e di Ottaviano che sconfísse Pompeo aprendo per Roma il secolo del massimo splendore e potenza.

Federico II di Svevia  vi eresse uno dei suoi piú importanti castelli che oggi é il piu esteso di tutta la Sicilia.

Giuseppe Garibaldi che ultimó la conquista della Sicilia e dormì sugli scalini della chiesa di Santa Maria Maggiore mangiando pane e cipolla come raccontavano i popolani del rione marinaro di Vaccarella.

Luigi Rizzo che da questo mare partì per andare ad affondare due corazzate austriache e decidere le sorti della prima Guerra Mondiale.

Oggi Milazzo é una lingua di terra emersa che si protende nel basso mar Tirreno per circa sette chilometri verso le Isole Eolie, per le quali é da sempre il porto naturale e privilegiato di partenza.

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Un grande delta fluviale di circa 30 chilometri, divenuto oggi una grande pianura fertile ricca di falde idriche, collegano la penisola con i monti Peloritani.

II bellissimo Castello, monumento nazionale domina l'istmo che collega I'antico Borgo di Milazzo con la Piana.

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La bellezza dell'ambiente e dei paesaggi e l'importanza biologica ed ecologica di Milazzo e del suo mare si coniugano felicemente con uno sviluppo economico diversificato che si giova di una agricoltura specializzata e competitiva in particolare nei settori florovivaistici e delle piante subtropicali.

Ci si lamenta che le tradizioni artigianali stiano spegnendosi ovunque. A Milazzo non è cosi. Mani sapienti, antiche tecniche, artigiani appassionati proseguono una tradizione felice che trova, nella modernità della scuola d'arte e artigianato che da poco si è insediata all'interno del Castello, una possibilità di sviluppo offrendo l'opportunità ai giovani di trovare un senso del domani in un lavoro qualificato e piacevole.

Cornici, dorature, legno, ceramiche, pietra, restauro, vengono poi anche collocate nel vivace settore alberghiero e del relax in città.

A Milazzo i visitatori possono trovare alloggio tra alberghi, bed and breakfast e case private. A tutto questo si affiancano diversi ristoranti segnalati sulle principali guide nazionali tra i più "appetitosi" dell'intera Isola.

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E come non fare una passeggiata dopo cena per le vie di questo centro storico?

Troverete un intero e suggestivo quartiere, quello del borgo antico ormai quasi del tutto trasformato dalle decine di locali disseminati tutto intorno al Castello in un luogo dove i giovani e la notte si incontrano. Ma di notte ci sta anche una passeggiata In Marina Garibaldi e nel porto, che di giorno è sede di mille attività.

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Quello di Milazzo è un porto commerciale e turistico tra i più trafficati del Tirreno ed è anche il luogo ottimale da cui iniziare il giro del centro città, poi proseguiremo verso il Borgo Antico e il Castello. Ci dirigeremo infine verso le meravigliose escursioni sul Capo.

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II cuore pulsante di Milazzo è certamente questo. Dal porto vedrai subito il Municipio la passeggiata a mare, scandita dalla chiese di San Giacomo, con una palazzata che allinea tanti edifici signorili tra i quali certamente spicca l'appena restaurato Palazzo D'Amico, sede bibliotecaria e di attivitá culturali.

Lungo tutto il mare antistante Milazzo si svolgono anche regate veliche di livello e rievocazioni storiche in costume. II baricentro di queste inziative è il quartiere marinaro di Vaccarella ricco di locali tipici e turistici.

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Nel nostro mare ha luogo ogni anno uno dei riti piú caratteristici della tradizione religiosa locale. La processione di San Francesco da Paola, sulle acque, rievoca la miracolosa traversata che il Santo avrebbe compiuto solcando i mari a bordo dei proprio mantello.

La religiosità popolare è molto viva e si ritrova in tanti riti che hanno nella festa di Santo Stefano, nella prima settimana di settembre, il loro momento culminante in una grande festa. In questa occasione la Marina Garibaldi si anima di caratteristiche bancarelle. Torroni, dolciumi e spiritosi venditori rendono la festa particolarmente divertente.
Il centro delia città bassa ruota intorno a piazza Caio Duilio.
La piazza è scandita da Palazzo Marchese Proto (che fu quartier generale di Garibaldi) e dall'elegante facciata della Chiesa del Carmine.

Sulla via Cumbo Borgia si trova il Duomo Nuovo la cui peculiarità è quello di conservare alcune pregevoli tele: un'Adorazione dei Pastori: una bella Annunciazione dal vivace colorismo di influenza veneziana e un S. Nicola in trono con storie della sua vita.

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Superata piazza Roma ci viene incontro il Santuario di San Papino con un chiostro silenzioso ed evocativo e con elementi di splendido barocco ligneo nell'altare e nel veneratissimo Crocifisso di fra Umile da Petralia.

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Dal convento di San Papino arriviamo sulla spiaggia di Ponente, lunga e assolata e servita da numerosi lidi. Questo è il luogo del mare e dell'abbronzatura dove tutti si possono divertire.

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Andando verso l'insenatura del Tono dove una volta si svolgeva il rito cruento della mattanza dei tonni, inizia il possibile periplo del promontorio del Capo. Da qui al nostro sguardo si offrono più di 10 km di anfratti, grotte, calette, spiagge, leggende. É da questi scogli che i ragazzi di Milazzo provano e potenziano il loro repertorio di tuffi entusiasmanti.

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Per gli appassionati del mare, esiste un altro modo per conoscere il promontorio e godere delle sue ricchezze, circumnavigarlo e guardare sott'acqua. A un miglio dalla Punta del Capo troviamo la "Secca di Ponente" con un fondo che varia dai 10 ai 50 metri.

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Interessanti squarci fotografici vengono offerti da questa secca con acque limpide e ricche di vita, vi si trovano pareti a strapiombo ricche di anfratti ed archi, dove è facile incontrare l'Anthias, pesce tipico dei mari tropicali (foto di Salvatore Freni) e centinaia di specie marittime.

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Si tratta di una zona attraversata da intense correnti che portano cibo a tutti gli organismi che crescono sulle pareti rocciose (gorgonie, spugne) oltre che ad una moltitudine di pesce azzurro che staziona intorno alla secca. Nella stessa corrente nuotano grandi e veloci predatori, tonni, ricciole, dentici, lucci di mare che si nutrono del pesce azzurro, chiudendo la catena biologica.

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Questo è luogo tra l'altro, dello svolgimento di parecchi campionati italiani e mondiali di fotografia subacquea. Il fondale, visibile anche dall'alto, presenta un fondo sabbioso e ricco di praterie di posidonie; la massiccia presenza di una vastissima prateria di posidonia, è un buon indice di salute generale del mare di Milazzo.

Ritornando a pelo d'acqua  segnaliamo la "Tavola di Baele", così chiamata perchè legata a un antico aneddoto che racconta di un barone milazzese che pranzò con altri commensali, durante la bassa marea, su questo scoglio dalla forma piatta, lasciando in balia del mare i piatti e le posate d'argento.

Ecco ora il famoso scoglio del "Carciofo"

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e l'altrettanto noto Laghetto di Venere.

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Da qui, tra gabbiani e pescatori dal volto intagliato, in mezzo a scorci davvero indimenticabili, giungiamo al suggestivo "Santuario di Sant’Antonio da Padova", del XIII sec., ricavato in una grotta e anch'esso solcato da profonde rughe inferte dal tempo alla pietra. Sant’Antonio è meta di un frequentatissimo pellegrinaggio popolare nel mese di giugno.

Ma oltre che di tradizioni popolari Milazzo è molto ricca anche sotto il profilo del patrimonio architettonico ed artistico. Un rinnovato fervore negli ultimi anni ha messo al centro dell'attenzione la cura, il risanamento e la valorizzazione di questi straordinari beni preziosi per la qualità della vita dei residenti e per il turista.

Certo, il culmine di tutto è nel Castello.

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Avviciniamoci al Borgo Antico che è il quartiere storico sottostante il Castello. Lasciata Piazza Roma da sud, Vaccarella da est o la portella del Tono da ovest che sono le tre vie d'accesso, inoltriamoci nelle stradine della città alta e antica.

Andiamo in direzione dell'istmo che separa la città bassa da quella storica e si nota subito il "Quartiere degli Spagnoli", progettato per ospitare la guarnigione e che oggi, dopo lungo abbandono, è stato  trasformato in un grande museo archeologico che amplierà il già attivo Antiquarium sito nel vecchio carcere femminile e dove già oggi è visibile buona parte di ciò che un tempo era seppellito.

Sopra l'Antiquarium si trova il colle di S. Rocco, punto panoramico per eccellenza su cui sorgono il Convento e la Chiesa dell'lmmacolata e l'antico Fortino dei Castriciani.

Di fronte si trova il Santuario di S. Francesco da Paola.

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II Santo giunse a Milazzo nel 1464 invitato dalla città e vi rimase sino al 1467. Fu lui a fondare il Santuario ma la Chiesa attuale è il risultato di radicali trasformazioni più tarde. Tra i numerosi altari laterali è assai pregevole quello addossato alla parete meridionale, opera rococó in legno dorato e specchi intagliati, dedicato alla Madonna col Bambino, che ospita la statua scolpita da Domenico Gagini nel 1465.

Tra due Chiese quasi affrontate si erge il Palazzo dei Viceré. La sua semplice e massiccia struttura presenta alcuni particolari architettonici degni di nota, come ad esempio i tre balconi barocchi del lato orientale con i caratteristici "cagnoli": decorazioni zoomorfe ed antropomorfe tipiche nei sottobalconi del barocco siciliano e dovette forse avere qualche modello cosi, l'artigiano che li scolpi.

La prima Chiesa vicina è quella di S. Gaetano oggi diruta ma di cui ancora si ammirano la struttura e la cupola che riecheggia motivi tardo bizantini. Di fronte sorge l'altra Chiesa, quella del SS. Salvatore dalla splendida facciata del '700 con un bel portale in tufo accanto al vecchio Monastero delle Benedettine.
Ai piedi della scalinata che conduce al Castello si trova il Convento dei Domenicani, sede sino al 1789 del Tribunale della Santa Inquisizione.

L'attigua Chiesa del Rosario è divisa in tre navate: nella navata sinistra è possibile ammirare la tomba policroma dei Ventimiglia e uno splendido altare ligneo del '500 dedicato a S. Domenico. Dalla piazzetta antistante questa Chiesa possiamo finalmente inoltrarci nel Castello… il cuore del nostro itinerario.

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La fortificazione ebbe inizio sotto il dominio arabo (tra il IX e il X sec. circa) nel luogo che era stato acropoli ai tempi dei Greci, modificato ed ampliato nell'arco dei secoli. Nella zona più elevata del promontorio di Milazzo, nel corso dei millenni, si sono stanziate numerose popolazioni; sede di un villaggio preistorico forse già a partire dall’età del Tardo Bronzo, divenne in seguito la naturale acropoli dell'insediamento di età classica; fù castrum bizantino e venne poi ulteriormente fortificato dagli Arabi.

Assunse l'aspetto di una vera e propria fortezza in seguito agli interventi di Federico II di Svevìa. II complesso che noi ammiriamo oggi è il risultato di secolari trasformazioni che nel tempo hanno visto susseguirsi greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, inglesi...

Entrare nel Castello di Milazzo è come sfogliare all'inverso, dalla fine verso l'inizio, il tempo della storia.

Le prime fortificazioni che si attraversano sono le più recenti, quelle della cinta spagnola codificata a metà del '500 (1523-1580). Agli estremi del bastione lungo più di 120 metri, sono due baluardi: quello sud, denominato di "S. Maria", e quello nord detto "delle Isole" o "delle Sette Porte", al cui interno vi è un vero e proprio dedalo di stanze.

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Superata la prima cinta si accede ad un grande spiazzo di terreno in declivio su cui si erge il Duomo Antico.

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La prima pietra della nuova Cattedrale fu posta nel 1608. Nel 1678 la Chiesa fu dedicata a S. Stefano, Patrono di Milazzo. I Milazzesi videro presto in rovina la loro splendida Chiesa Madre poiché in seguito all'impresa dei mille, essa fu sconsacrata ed adibita a ospedale da campo. Ebbe cosi inizio un sistematico "smontaggio" con la conseguente distruzione e dispersione di un patrimonio straordinario.

Oggi nel corso di un lungo e difficile recupero complessivo di tutto l'insieme del Castello, il Duomo è stato restaurato e, ritrovato l'antico splendore di marmi e scalinate, è stato restituito alla fruizione pubblica e adibito ad auditorium dove si tengono tutto l'anno manifestazioni culturali e turistiche.

Un ampio teatro all'aperto di oltre 2000 posti è stato ricavato nello spazio di fronte ai Duomo che è diventato così, per diversi anni, la quinta naturale di uno splendido scenario per i molti spettacoli che qui d'estate sono stati messi in scena.
Qui hanno cantato da James Brown a Placido Domingo.

Torniamo indietro di quasi due secoli ed entriamo nella seconda cinta: quella aragonese (XV sec.), caratterizzata da cinque torri a tronco di cono, due delle quali, ravvicinate, nascondono il bel portale d'accesso ad arco acuto sormontato dallo stemma dei reali di Spagna, Isabella e Ferdinando.

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Osservate, sul muro esterno, lo scarabeo, antico simbolo propiziatorio e misterioso che sapienti mani posero a inquietare chi guardasse da ponente.

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Oltre la cinta aragonese si aprono una serie di spiazzi fioriti e angoli fortificati che con una ripida salita ci conducono all'ingresso del vero e proprio nucleo medievale: il Castello svevo, costruito dall'arch. regio Riccardo da Lentini prima del 1240 per espressa volontà dell'Imperatore Federico II sulle precedenti ma ancor oggi evidenti fortificazioni arabo normanne.

Infatti l'ultima e prima in senso cronologico delle tre cinte è quella svevo normanna. Sono 4 torri quadrate poste agli angoli del recinto, due altre, molto più piccole, spuntano appena tra le mura, mentre alla cosiddetta torre saracena, la più antica, è affidala la funzione di "torre-mastra".

Questo possente parallelepipedo costituisce il nucleo più antico del complesso fortificato; non si andrà molto lontano dal vero datandolo ad epoca arabo-normanna. La torre presenta nella parte terminale una stretta fascia decorata con mattoni disposti "a spina di pesce".

II Cortile del Mastio è certamente uno dei luoghi più suggestivi. E da qui si accede a fughe di sale e angoli con prospettive incantevoli da cui si domina l'intera città.

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Uno degli elementi architettonici meglio conservati è la Sala del Parlamento, scandita da 5 campate e con i resti di un imponente camino del XIII secolo. Tra le finestre una grandiosa finestra ogivale si apre sulla riviera di ponente e domina la costa da Capo Milazzo a Capo Calavà.

Questa sala prende la sua denominazione dall'aver ospitato alcune sedute del Generale Parlamento di Sicilia nel corso della guerra del Vespro. All'interno, la grande sala delle cinque campate, vide riunito il primo Parlamento Siciliano nel 1295.

Dalla sommità del castello si può godere un bellissimo panorama sulla baia del Tono, sul Capo,

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sulla Cittadina,

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e uno stupendo tramonto sulle isole Eolie.

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