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CHIESA DEI CAPPUCCINI

Edificata nel 1577 sul colle denominato Limesa, la chiesa fu dedicata inizialmente al culto greco della Madonna dell'Odegitria o dell'Itria, per passare nel 1580 ai Padri Cappuccini ed essere intitolata a S. Maria Assunta o S. Maria della Selva. Tra il 1663 e il 1666 vennero aggiunti l'avancorpo con ingresso laterale, due profonde cappelle e la cella campanaria.

La soppressione degli ordini monastici provocò l'abbandono del complesso e il convento fu adattato come ricovero di emarginati. La chiesa, invece, rimase ancora aperta al culto ma saccheggiata nel corso degli anni. Attualmente, infatti, di essa rimane il nudo involucro.

Al suo interno era posta la perduta tela delle Anime del Purgatorio, oggetto di messe e preghiere e per questo conosciuta non col nome di Madonna dell'Itria, bensì Madonna degli Abbandonati o delle Anime del Purgatorio.

Ad una sola navata, preceduta da un portico e sormontata dal campanile a vela, prima dell'attuale stato di degrado si presentava con quattro altari laterali ed un altare maggiore ligneo sovrastato da un monumentale baldacchino; la Custodia, altare lavorato a tarsie di legno e madreperla, creato da Padre Innocenzo da Petralia tra il 1640 e il 1643, si trova oggi presso la Chiesa del Rosario, così come la balaustra in legno intarsiato del Settecento, una piccola tela ovale raffigurante un santo francescano e due dipinti ad olio di S. Antonio e di S. Bonaventura. I due dipinti, La Madonna degli Angeli e La Bottega di S. Giuseppe, sono custoditi nella Chiesa dell'Immacolata.

Al di sotto di essa è presente una vasta catacomba che custodiva numerose spoglie di laici e religiosi. Tra le sepolture gentilizie quella di Agata Gravina Cottone (1746), Principessa di Palagonia e moglie di Ignazio Gravina, Ministro di Carlo III di Borbone.

Accanto l'antico Convento Cappuccino del 1580, teatro di significativi avvenimenti della storia della Provincia monastica e riparo per numerosi Garibaldini e feriti che trovarono cura nell'ospedale da campo lì creato.