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CHIESA DEL SS. CROCIFISSO O DI S. PAPINO

Nel 1618 i Padri Riformati costruirono il loro convento sulle fondamenta di una chiesetta rinascimentale dedicata al martire orientale Papino, vittima della persecuzione di Diocleziano. Il suo corpo sarebbe stato posto all'interno di un'arca da pagani zoroastriani dell'Armenia, gettato in mare, approdato nel 264 sulle rive di Milazzo e, infine, sepolto all'interno della chiesetta.

Nel 1629 iniziarono la ricostruzione di chiesa e convento secondo un progetto finanziato dall'amministrazione civica.

La facciata della chiesa è ad ordine unico con paraste giganti corinzie abbinate che affiancano il sobrio portale dal timpano spezzato su cui si apre un elegante oculo e lo stemma francescano.

La magnifica porta lignea proviene dall'antica chiesa francescana di S. Maria degli Angeli di Messina distrutta nel terremoto del 1908.

Al suo interno un'unica navata, con abside quadrangolare e pronao, vede allineati tre altari sulla sinistra dedicati a S. Pasquale Baylon, alla Madonna della Provvidenza ed al Cuore di Gesù, e tre sulla destra in onore di S. Antonio da Padova, del SS. Crocifisso, il cui fondo della cappella è stata sistemata con antichi reliquiari entro teche, e di S. Francesco d'Assisi.

Una lapide posta all'ingresso ricorda che il Crocifisso ligneo posto sull'altare centrale, realizzato da Frate Umile da Petralia tra il 1632 e il 1633, il 15 aprile 1798 lacrimò in seguito ad una processione promossa per implorare la fine di un lungo periodo di siccità.

L'imponente baldacchino ligneo dell'altare maggiore incornicia una tela del Seicento raffigurante la Madonna degli Angeli, attribuita al pennello di Onofrio Gabrieli (1619-1706) e nella quale tra i Santi Francescani è raffigurato S. Papino con armatura di cavaliere romano. Il pregevole ciborio in legno manca dell’originale altare in legno, sostituito nel 1934 con uno in marmo. Ai lati è circondato da piccole tele ad olio raffiguranti S. Bernardino, S. Pietro, S. Bonaventura e S. Paolo.

All'interno sono inoltre presenti tre monumenti del XVIII secolo del nobile Alberto Vincenzo Zirilli, della baronessa Caterina Patti Lucifero e del marchese Antonio D'Amico di S. Dorotea.

Nel soffitto troviamo alcuni affreschi del 1934 di Salvatore Gregorietti, i quali raffigurano: l'Apoteosi di S. Francesco, scene della vita del Santo di Assisi e medaglioni con S. Bonaventura, S. Elisabetta d'Ungheria, S. Ludovico IX di Francia, S. Antonio da Padova, S. Chiara e S. Bernardino da Siena. E ancora di matrice settecentesca le sei lunette con scene di angeli e motivi decorativi con putti e festoni.

In mezzo alla piazza e frontale alla chiesa c'è una colonnina in marmo sormontata dalla Croce, eretta nel 1720 al posto di una più antica Croce lignea secondo la tradizione francescana.