SITO IN COSTRUZIONE

IL BORGO ANTICO

Avviciniamoci al Borgo Antico che è il quartiere storico sottostante il Castello. Lasciamo Piazza Roma da sud e Vaccarella da est. Qui si apriva sino al 1930 la Porta omonima posta più in basso della più antica Porta di Re Giacomo d’Aragona eretta nel 1292 e tale sino al 1650.

Inoltriamoci nelle stradine della città alta e antica. Andiamo in direzione dell’istmo che separa la città bassa da quella storica troviamo subito il “Quartiere degli Spagnoli”, progettato per ospitare la guarnigione e che oggi, dopo lungo abbandono, è stato trasformato in un grande museo archeologico l’Antiquarium.

Sopra l’Antiquarium si trova il colle di S. Rocco, punto panoramico per eccellenza su cui sorgono il Convento, la Chiesa dell’lmmacolata

e il cinquecentesco Fortino dei Castriciani avamposto del vicino Castello.

Di fronte a S.Rocco si trova il Santuario di S. Francesco di Paola. II Santo giunse a Milazzo nel 1464 invitato dalla città e vi rimase sino al 1467. Fu lui a fondare il Santuario ma la Chiesa attuale è il risultato di radicali trasformazioni più tarde. Tra i numerosi altari laterali è assai pregevole quello addossato alla parete meridionale, opera rococó in legno dorato e specchi intagliati, dedicato alla Madonna coi Bambino, che ospita la statua scolpita da Domenico Gagini nel 1465.

Appena più avanti troviamo il Palazzo dei Viceré. La sua semplice e massiccia struttura presenta alcuni particolari architettonici degni di nota, come ad esempio i tre balconi barocchi del lato orientale con i caratteristici “cagnoli”: decorazioni zoomorfe ed antropomorfe tipiche nei sottobalconi del barocco siciliano.

La prima Chiesa vicina è quella di S.Gaetano, detta anche della Madonna della Catena, fu eretta nel Quattrocento da spagnoli della Catalogna, ma subì vari rifacimenti. Era una delle tre chiese sacramentali esistenti anticamente a Milazzo. Andato in rovina il tetto, fu sconsacrata e abbandonata.

Di fronte sorge l’altra Chiesa, quella del SS. Salvatore dalla splendida facciata del ‘700 con un bel portale in tufo accanto al vecchio Monastero delle Benedettine. Ai piedi della scalinata che conduce al Castello si trova il Convento dei Domenicani, sede sino al 1789 del Tribunale della Santa Inquisizione. L’attigua Chiesa del Rosario è divisa in tre navate: nella navata sinistra è possibile ammirare la tomba policroma dei Ventimiglia e uno splendido altare ligneo del ‘500 dedicato a S. Domenico.

Dalla piazzetta antistante la Chiesa troviamo una grande scalinata che conduce al Castello. Ci troviamo nel “cuore antico di Milazzo tra piazzette, erte, stradine lastricate, vicoli suggestivi, giardinetti e chiostri. Qui si ritrovano le voci del passato tra scorci barocchi ed i segni dell’antichissimo tessuto urbano ed architettonico. La massiccia emigrazione del primi decenni dello scorso secolo contribuì a spopolare ulteriormente il quartiere. Solo di recente è stato riscoperto e valorizzato da iniziative private. Oggi, specie nel periodo estivo, aggirarsi per le stradine del Borgo, fra negozi di antiquariato e locali notturni, è diventato un piacevole svago. Un luogo da vivere con intensità e che rappresenta uno dei diversi luoghi della “movida” notturna milazzese.

IL CASTELLO

Apertura estiva

01/05 – 30/09
9:00/13:30 – 16:30/20:30
Lunedì chiuso

Apertura invernale

01/10 – 30/04
9:00 – 18:30
Lunedì chiuso

Eventi

Nel caso di manifestazioni programmate, Il Castello rimarrà aperto oltre il normale orario di chiusura fino al termine dell’evento.

Visita guidata

Ogni Domenica alle 10:30 all’ingresso principale del castello.

Tel. +39 347 30 39 885 – +39 339 62 52 313

Lingua

Italiano, inglese, francese e spagnolo (su prenotazione) Per informazioni: 

Tel. 090 922 1291 – 328 831 6110

Prezzo

€ 5,00 adulti

€ 2,00 ragazzi 12/18 anni

Gratis fino a 12 anni

La fortificazione ebbe inizio sotto il dominio arabo (tra il IX e il X sec. circa) nel luogo che era stato acropoli ai tempi dei Greci, modificato ed ampliato nell’arco dei secoli. Nella zona più elevata del promontorio di Milazzo, nel corso dei millenni, si sono stanziate numerose popolazioni; sede di un villaggio preistorico forse già a partire dall’età del Tardo Bronzo, divenne in seguito la naturale acropoli dell’insediamento di età classica; fù castrum bizantino e venne poi ulteriormente fortificato dagli Arabi. Assunse l’aspetto di una vera e propria fortezza in seguito agli interventi di Federico II di Svevìa. II complesso che noi ammiriamo oggi è il risultato di secolari trasformazioni che nel tempo hanno visto susseguirsi greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, inglesi…

Entrare nel Castello di Milazzo è come sfogliare all’inverso, dalla fine verso l’inizio, il tempo della storia. Le prime fortificazioni che si attraversano sono le più recenti. La prima che dobbiamo attraversare è la cinta spagnola codificata a metà del ‘500 (1523-1580).

Essa presenta due importanti rivellini e due altrettanto importanti bastioni: il  bastione S. Maria, che prende il nome dalla preesistente chiesa di S. Maria, inglobata all’interno delle mura, e il  bastione delle Isole, detto così perché guarda appunto verso le Isole Eolie e Capo Milazzo

Da qui si può effettuare un vero e proprio “viaggio nel tempo”. All’interno della Cittadella Fortificata, in origine, convivevano edifici militari, civili e religiosi. Di questi antichi edifici, un tempo compresi tra la Cinta Spagnola e la Cinta Aragonese, sopravvivono oggi solo il Duomo Antico e il Monastero delle Benedettine.

La vasta area archeologica ubicata tra le due cinte murarie costituisce un’importante testimonianza dell’agglomerato urbano che sorgeva proprio all’interno della Cittadella. Le indagini archeologiche, effettuate tra il 2008 e il 2009, hanno confermato la continuità di occupazione dell’area dal X fino al XIX secolo.

La visita al “Castello” prosegue passando attraverso la Cinta Aragonese, costruita tra il 1496 e il 1508.

Caratterizzata da cinque torri a tronco di cono, due delle quali, ravvicinate, nascondono il bel portale d’accesso ad arco acuto sormontato dallo stemma dei reali di Spagna, Isabella e Ferdinando.

Su uno sperone delle mura medievali è possibile ammirare una curiosa decorazione, comunemente nota come “Scarabeo”. Antico simbolo propiziatorio e misterioso che sapienti mani posero a inquietare chi guardasse da ponente. Si tratta di conci neri di pietra lavica che, in origine, riproducevano solo “due occhi”. Dopo il XVII secolo furono aggiunte le antenne.

Perfettamente orientati nel punto in cui sorge il sole al solstizio d’estate (21 Giugno), gli “occhi di Milazzo” sono stati oggetto di diverse interpretazioni: simbolo astronomico, elemento di sorveglianza, simbolo di inespugnabilità o, ancora, di trasformazione e rinascita. Oltre la cinta aragonese si aprono una serie di spiazzi fioriti e angoli fortificati che con una ripida salita ci conducono all’ingresso del vero e proprio nucleo medievale.

Infatti l’ultima e prima in senso cronologico delle tre cinte è quella svevo normanna. Sono 4 torri quadrate poste agli angoli del recinto, altre due, molto più piccole, spuntano appena tra le mura mentre alla cosiddetta torre saracena, la più antica, è affidala la funzione di “torre-mastra”. Questo possente parallelepipedo costituisce il nucleo più antico del complesso fortificato; non si andrà molto lontano dal vero datandolo ad epoca arabo-normanna. La torre, presenta nella parte terminale, una stretta fascia decorata con mattoni disposti “a spina di pesce”.

Il Castello svevo, costruito dall’arch. regio Riccardo da Lentini prima del 1240 per espressa volontà dell’Imperatore Federico II sulle precedenti ma
ancor oggi evidenti fortificazioni arabo normanne. II Cortile del Mastio è certamente uno dei luoghi più suggestivi.

E da qui si accede a fughe di sale e angoli con prospettive incantevoli da cui si domina l’intera città.

Uno degli elementi architettonici meglio conservati è la Sala del Parlamento, scandita da 5 campate e con iresti di un imponente camino del XIII secolo. Tra le finestre una grandiosa finestra ogivale si apre sulla riviera di ponente e domina la costa da Capo Milazzo a Capo Calavà. Questa sala prende la sua
denominazione perché vide riunito il primo Parlamento Siciliano nel 1295, nel corso della guerra del Vespro.

La visita si conclude salendo sulla sommità della Torre Normanna, da dove si possono ammirare i litorali di Ponente e di Levante, l’Etna, le Isole Eolie e Capo Milazzo.

IL DUOMO ANTICO

La prima pietra della nuova Cattedrale fu posta nel 1608 e consacrato nel 1616 su un progetto attribuito a Camillo Camilliani e comunque di scuola manieristica. Nel 1678 la Chiesa fu dedicata a S. Stefano, Patrono di Milazzo. I Milazzesi videro presto in rovina la loro splendida Chiesa Madre poiché in seguito all’impresa dei mille, essa fu sconsacrata ed adibita a ospedale da campo. Ebbe cosi inizio un sistematico
“smontaggio” con la conseguente distruzione e dispersione di un patrimonio straordinario. Oggi nel corso di un lungo e difficile recupero complessivo di tutto l’insieme del Castello, il Duomo è stato restaurato  e dichiarato monumento nazionale e, ritrovato l’antico splendore di marmi e scalinate, è stato restituito alla fruizione pubblica e adibito ad auditorium dove si tengono tutto l’anno manifestazioni culturali e turistiche.