CHIESA DI S. GIACOMO

Venne edificata nel 1434 per volontà di re Alfonso d’Aragona in seguito alla vittoria riportata sulle truppe di Luigi III d’Angiò, evento che il Piaggia ritiene inventato. Dedicata a S. Giacomo Apostolo Patrono della Spagna, mantiene ancora la sua struttura originaria quattrocentesca.

Fu Chiesa Madre della città sino al 1616, quando venne inaugurato il Duomo, costruito all’interno del Castello.

Dal sobrio aspetto rinascimentale non alterato dagli inserti successivi, ha una facciata a ordine unico serrata da cantonali di pietra e coronata da un attico triangolare con orologio e stucchi; la porta, di gusto ancora seicentesco, è ornata da esili colonne corinzie e sormontata da una nicchia con la statuina del Santo titolare, il tutto fregiato da volute e torciglioni: l’iscrizione data la realizzazione al 1712. La semplice finestra rettangolare è ornata da modesti fregi.

La porta secondaria su via Medici si presenta affiancata da eleganti paraste doriche su base decorata e con timpano spezzato che racchiude l’iscrizione: una cartella decorata a volute riporta la dedica al Santo titolare. Dal lato della Marina si colloca un’altra apertura e la sacrestia con un esile portalino neogotico. Al suo interno, nel 1609, l’originario soffitto in legno venne sostituito da una volta a botte. È a navata unica rettangolare con ampio coro quadrangolare raccordato dall’arco trionfale, fregiato dallo stemma civico e ornato da putti in stucco che sollevano un velario.

Sono presenti quattro altari laterali dedicati alle Anime del Purgatorio, a S. Giovanni Apostolo, all’Annunziata e al Crocifisso; alcune tele del Settecento attribuite a Scipio Manni e raffiguranti la Crocifissione, l’Annunciazione

e la Messa di S. Gregorio;

altri dipinti che troviamo nella zona del coro sono la morte di S. Andrea d’AvellinoS. Nicola (1804), S. Antonio Abate e la Probatica Piscina (1785).

Il fonte battesimale e la custodia a muro dell’Olio Santo risalgono al 1626, mentre il pavimento al 1777. Al centro della volta un affresco del 1761 che raffigura Il processo e Martirio di S. Giacomo. L’altare maggiore del Seicento è quello dell’antico Duomo al Castello, trasferito qui nel 1866 in sostituzione di un antichissimo altare ligneo. Nell’ingresso si trovano il modesto monumento Zirilli Proto del 1862.

Infine bisogna ricordare la presenza della cripta seicentesca sottostante l’area del presbiterio dove furono seppelliti i resti di numerosi combattenti garibaldini del 20 luglio 1860 e del patriota milazzese Matteo Nardi, trasferiti nel 1864 nel grande ossario dell’antico cimitero di S. Giovanni. E ancora un foro segnato da un cerchio e da una data, 25 luglio 1943, che ricorda la prodigiosa incolumità del tempio nel corso dei bombardamenti anglo – americani quando un ordigno sfondò il tetto e cadde inesploso ai piedi della statua di S. Stefano Protomartire.